Le principali tecniche di memorizzazione
Le principali tecniche di memorizzazione sono molteplici, le più utilizzate sono il metodo dei loci, gli acronimi, il chunking e il keyword method.
In questo articolo le abbiamo suddivise in cinque categorie principali:
- Tecniche di memorizzazione visive e associative
- Tecniche di memorizzazione verbali
- Tecniche di memorizzazione per organizzazione delle informazioni
- Tecniche di memorizzazione tramite numeri e sequenze
- Tecniche di memorizzazione multisensoriali
- Come scegliere la tecnica di memorizzazione più adatta
- Organizzare le informazioni per ricordarle meglio
Queste tecniche di memorizzazione si rivelano fondamentali non solo per studenti e formatori, ma anche per chiunque desideri migliorare la propria capacità di apprendimento e memorizzazione. Grazie alla loro versatilità, possono essere adattate a diverse esigenze e contesti, rendendo l’acquisizione di nuove informazioni più efficace.
Scopriamo insieme come sfruttarle al meglio per valorizzare il processo di apprendimento.
Tecniche di memorizzazione visive e associative
Le tecniche appartenenti a questa prima famiglia sfruttano immagini mentali, visualizzazione e associazioni tra elementi. Il loro punto di forza risiede nella capacità di trasformare informazioni astratte o difficili da trattenere in rappresentazioni vivide e memorabili.
1. Il metodo dei loci o palazzo della memoria
Il metodo dei loci, detto anche palazzo della memoria, consiste nell’associare le informazioni da memorizzare a luoghi familiari lungo un percorso mentale. Ad esempio, per ricordare le parole pane, libro, limone, ombrello e telefono, si può immaginare di entrare in casa e trovare un pane sulla porta, un libro sul divano, un limone sul tavolo, un ombrello in cucina e un telefono sul letto.
Per recuperare le informazioni, basta ripercorrere mentalmente lo stesso tragitto: ogni luogo richiama l’immagine associata e, attraverso di essa, il contenuto da ricordare. L’efficacia di questa tecnica deriva dalla combinazione tra memoria spaziale e immagini mentali, rendendola particolarmente utile per memorizzare sequenze ordinate di concetti in ambito formativo.
2. Associazione per immagini
L’associazione per immagini consiste nel trasformare un’informazione da ricordare in un’immagine mentale e collegarla a ciò che vogliamo richiamare alla memoria. Non serve seguire un percorso o associare le informazioni a luoghi precisi, come avviene nel metodo dei loci: in questo caso il collegamento nasce direttamente dall’immagine.
Per esempio, per ricordare che la fotosintesi permette alle piante di produrre energia utilizzando la luce, possiamo immaginare una foglia che funziona come un piccolo pannello solare e si “ricarica” sotto il sole. L’immagine non deve rappresentare ogni dettaglio dell’informazione, ma creare un collegamento semplice e facilmente riconoscibile. Quando dovremo recuperare il concetto, sarà proprio quell’immagine a fare da richiamo. La tecnica può essere particolarmente utile quando un concetto astratto o difficile da ricordare può essere trasformato in qualcosa di concreto, visibile e facilmente immaginabile.
3. Il metodo dei collegamenti (Link Method)
Il metodo dei collegamenti, o Link Method, consiste nel creare una catena di associazioni tra le informazioni da ricordare. Ogni elemento viene collegato al successivo attraverso un’immagine mentale, preferibilmente insolita o molto vivida, che renda il passaggio facile da richiamare.
Per esempio, se dobbiamo ricordare la sequenza attenzione → memoria → emozione → apprendimento, possiamo immaginare un enorme occhio che contiene una chiavetta USB, dalla quale esce un cuore, mentre il cuore è seduto a un banco e sta studiando. L’occhio richiama la memoria, la memoria richiama l’emozione e l’emozione richiama l’apprendimento: una sequenza di immagini collegate che possiamo ripercorrere mentalmente nello stesso ordine.
A differenza del metodo dei loci, non utilizza un percorso o una serie di luoghi come punti di riferimento. E, diversamente dal metodo dei ganci, non associa le informazioni a una serie di elementi memorizzati in precedenza: sono le informazioni stesse a creare la catena di collegamenti.
4. Il metodo della parola chiave (Keyword Method)
Il metodo della parola chiave consiste nell’associare una parola complessa o straniera a un termine noto della propria lingua che suona in modo simile, collegandola poi a un’immagine visiva vivida per facilitarne il recupero.
Tecniche di memorizzazione verbali
Le tecniche verbali utilizzano parole, lettere, suoni, ritmo o strutture linguistiche per creare indizi di recupero. A differenza delle tecniche visive, che agiscono principalmente sul canale delle immagini, queste strategie lavorano sul materiale linguistico, riorganizzandolo in forme più facilmente memorizzabili.
5. Acronimi
Creare una parola dalle iniziali: si prende la prima lettera di ogni parola da ricordare e si forma una nuova parola o sequenza pronunciabile. Un esempio semplice è FAME, che può essere utilizzato per ricordare quattro elementi di una comunicazione efficace: Fatti, Argomentazioni, Messaggio ed Esempi. La parola “fame” è già presente nel nostro vocabolario e quindi è più facile da visualizzare e ricordare rispetto a una semplice sequenza di lettere.
6. Acrostici
Creare una frase dalle iniziali: Gli acrostici sono simili agli acronimi, ma invece di creare una sola parola si costruisce una frase in cui le iniziali delle parole aiutano a richiamare le informazioni da ricordare. La frase diventa quindi una sorta di traccia che permette di recuperare più facilmente una sequenza di elementi. Per esempio, per ricordare una sequenza di concetti come analisi, obiettivi, strategia e risultati, si può costruire una frase come “Anna osserva sempre con attenzione”, utilizzando le iniziali delle parole per richiamare i concetti da memorizzare.
7. Rime e filastrocche
Usare il ritmo per ricordare: le informazioni vengono inserite in una struttura ritmica o rimata, come una canzoncina. Il cervello ricorda più facilmente i contenuti in rima perché ogni parola “suggerisce” automaticamente quella successiva grazie allo schema sonoro.

Tecniche di memorizzazione per organizzazione delle informazioni
Le tecniche appartenenti a questa terza famiglia non puntano necessariamente a creare una singola associazione, quanto piuttosto a ridurre la complessità del materiale e a renderlo più strutturato. Il loro principio di fondo consiste nell’alleggerire il carico sulla memoria di lavoro, organizzando le informazioni in unità e schemi più gestibili.
8. Chunking
Il chunking è una tecnica che consiste nel raggruppare più informazioni insieme per formare un’unica unità più grande e facile da ricordare. In pratica, invece di cercare di memorizzare tanti piccoli elementi separati, li si unisce in blocchi logici e coerenti.
Facciamo un esempio concreto: prova a ricordare questa sequenza di numeri: 3, 9, 1, 4, 7, 2, 6, 5. Difficile, vero? Ora prova a leggerla così: 391 – 472 – 65. Molto più semplice. Questo è esattamente il chunking.
9. Raggruppamento per categorie
Il raggruppamento per categorie prevede che informazioni diverse vengano suddivise in gruppi sulla base delle loro caratteristiche comuni. Individuando i tratti che accomunano determinati elementi, si costruiscono insiemi ordinati che risultano più facili da trattenere rispetto a un elenco disomogeneo.
10. Organizzazione schematica
L’organizzazione schematica consiste nel mettere le informazioni in uno schema che ne mostri chiaramente la struttura e i collegamenti. In questo modo non dobbiamo ricordare ogni informazione come un elemento isolato, ma possiamo ricostruirla partendo dall’organizzazione generale dell’argomento.
11. Mappe concettuali
Le mappe concettuali trasformano informazioni complesse in strutture visive, rendendo le relazioni tra i concetti immediatamente comprensibili. In pratica, si tratta di disegnare i concetti principali come nodi collegati tra loro da frecce o linee etichettate, che indicano il tipo di relazione esistente.
Tecniche di memorizzazione tramite numeri e sequenze
Alcune tecniche sono particolarmente adatte quando il materiale da ricordare è costituito da numeri, date o sequenze. I numeri, per loro natura astratti, risultano tra i contenuti più ostici da memorizzare, e per questo sono state sviluppate strategie specifiche in grado di trasformarli in materiale più concreto e maneggevole.
12. Sistema Major o sistema cifra-consonante
Trasforma i numeri in lettere consonantiche. Per esempio, l’1 diventa la lettera “T”, il 2 diventa la “N”, e così via. Con queste lettere si costruiscono delle parole, e con le parole si creano immagini mentali. Invece di ricordare il numero 21, si ricorda l’immagine di una “notte” (N=2, T=1).
13. Associazione numero-immagine
Ad ogni numero si collega sempre la stessa immagine. Per esempio, l’1 è sempre una candela, il 2 è sempre un cigno, e così via. Ogni volta che si incontra quel numero, basta richiamare alla mente quell’immagine. È possibile usarla da sola o combinarla con altre tecniche.
14. Peg system per sequenze numerate
Si usano le immagini associate ai numeri come “ganci” a cui appendere le informazioni da ricordare. Se si deve ricordare il terzo elemento di una lista, lo si collega all’immagine del numero 3. In questo modo si sa non solo cosa ricordare, ma anche in che posizione si trova nella sequenza.
Tecniche di memorizzazione multisensoriali
L’ultima famiglia raccoglie strategie che aggiungono al codice verbale o visivo ulteriori elementi sensoriali. Coinvolgendo più canali, queste tecniche moltiplicano gli indizi di recupero disponibili e rendono il ricordo più solido e distintivo.
15. Musica e melodia
Informazioni, formule o sequenze possono essere associate a una melodia. La struttura musicale facilita la memorizzazione guidando la successione delle parole e vincolandone l’ordine. I contenuti appresi attraverso una canzone tendono a rimanere impressi a lungo, rendendo la musica uno strumento efficace per fissare sequenze e nozioni che altrimenti risulterebbero aride.
16. Associazione con gesti o movimento
In determinati contesti didattici, un’informazione può essere associata a un gesto o a un movimento, aggiungendo un ulteriore indizio al recupero. Il coinvolgimento del corpo introduce una dimensione aggiuntiva nella codifica che, sommandosi a quella verbale e visiva, offre un ancoraggio particolarmente utile in situazioni di apprendimento attivo.
Come funziona la memoria
Prima di esaminare le tecniche di memorizzazione, è utile comprendere come funziona la memoria. Non si tratta di un contenitore unico, ma di un sistema articolato in più componenti interconnesse.
La memoria sensoriale
La memoria sensoriale è il primo stadio: trattiene brevemente le informazioni provenienti dai sensi per una frazione di secondo. Solo ciò a cui prestiamo attenzione prosegue verso i livelli successivi, motivo per cui l’attenzione è fondamentale nell’apprendimento.
La memoria a breve termine e la memoria di lavoro
La memoria a breve termine mantiene un numero limitato di informazioni per pochi secondi. La memoria di lavoro, strettamente correlata, le elabora attivamente. Quando il materiale presentato supera la capacità di questo sistema, si rischia il sovraccarico cognitivo. Molte tecniche di memorizzazione agiscono proprio su questo aspetto, strutturando e raggruppando le informazioni.
La memoria a lungo termine
La memoria a lungo termine è il magazzino durevole delle conoscenze, con capacità molto ampia e conservazione prolungata. Perché un’informazione vi si consolidi, deve essere elaborata in profondità e collegata a conoscenze già esistenti.
Codifica, conservazione e recupero
La memoria opera attraverso tre processi fondamentali:
- Codifica: trasforma l’informazione in un formato archiviabile.
- Conservazione: mantiene l’informazione nel tempo.
- Recupero: riporta l’informazione alla coscienza.
Le tecniche di memorizzazione agiscono principalmente sulla codifica, creando indizi efficaci per il recupero futuro.
Perché associazioni e immagini facilitano il ricordo?
Informazioni codificate in più modi, visivo e verbale, sono più facilmente recuperabili. Le immagini mentali e le associazioni creano reti di significato che rendono i contenuti più stabili nella memoria a lungo termine.
Come scegliere la tecnica di memorizzazione più adatta
Disporre di un ampio ventaglio di tecniche rappresenta un vantaggio solo nella misura in cui si è in grado di selezionare quella più coerente con il materiale da apprendere e con l’obiettivo perseguito. Nessuna tecnica è universalmente superiore alle altre: l’efficacia dipende dalla corrispondenza tra las caratteristiche del contenuto e i punti di forza della strategia adottata.
Di seguito si propongono alcune indicazioni orientative, articolate in base alla tipologia di informazione da memorizzare:
Per liste brevi
Quando si tratta di ricordare liste brevi, risultano particolarmente indicati gli acronimi, gli acrostici, le rime e il chunking. Queste tecniche condensano un numero limitato di elementi in una forma compatta e immediata, senza richiedere la costruzione di strutture elaborate. La loro rapidità di applicazione le rende ideali per contenuti circoscritti, dove l’obiettivo è trattenere pochi elementi in modo affidabile.
Per liste lunghe e ordinate
Nel caso di liste lunghe e ordinate, in cui non basta ricordare gli elementi ma occorre rispettarne la sequenza, si rivelano più efficaci il metodo dei loci, il peg-word e il metodo dei collegamenti. Queste strategie forniscono un’impalcatura stabile lungo la quale disporre le informazioni, garantendo sia la completezza sia il corretto ordinamento. La struttura spaziale del metodo dei loci, in particolare, offre un supporto solido per sequenze estese.
Per concetti astratti
I concetti astratti, privi di un riferimento concreto immediato, richiedono strategie in grado di conferire loro visibilità e consistenza. In questi casi si prestano bene le associazioni per immagini, le storie e i collegamenti semantici. Trasformare un’idea astratta in un’immagine o in una narrazione significa fornirle un appiglio concreto, mentre i collegamenti semantici la inseriscono in una rete di significati che ne facilita il recupero.
Per numeri e date
Quando il materiale è costituito da numeri e date, le tecniche più indicate sono il sistema Major, le associazioni numero-immagine e il peg-word. Tutte condividono il principio di tradurre l’astrazione numerica in elementi concreti e visualizzabili, superando così la difficoltà intrinseca legata alla memorizzazione delle cifre.
Per informazioni complesse
Infine, per le informazioni complesse, ricche di relazioni e articolate su più livelli, risultano particolarmente utili il chunking, il raggruppamento per categorie, gli schemi e le mappe concettuali. Queste tecniche di organizzazione riducono la complessità e rendono esplicita la struttura sottostante, consentendo di dominare materiali ampi senza incorrere nel sovraccarico. Chiarendo relazioni e gerarchie, esse trasformano un insieme disordinato in un quadro coerente e navigabile.
Organizzare le informazioni per ricordarle meglio
Le tecniche di memorizzazione sono strumenti al servizio di un apprendimento solido e duraturo. Saperle applicare permette di andare oltre la semplice trasmissione dei contenuti, intervenendo sui processi che trasformano un’informazione compresa in un sapere disponibile nel tempo.
