10 Attività di Gruppo per adulti da Organizzare in Aula
Le attività di gruppo per adulti per rendere più coinvolgenti corsi di formazione, workshop e lezioni per adulti possono comprendere lavori su un caso concreto, simulazioni di una situazione professionale e progetti da sviluppare insieme.
Ecco 10 esercizi e attività di gruppo per adulti che possono essere proposti durante un corso sono:
- Case Study – Analisi approfondita di un caso aziendale reale o verosimile per applicare le conoscenze acquisite.
- Project Work – Produzione di un output concreto (strategia, piano o proposta) entro una scadenza definita.
- Role Play Professionale – I partecipanti simulano scenari lavorativi reali assumendo ruoli professionali per sviluppare competenze comunicative e relazionali.
- Problem Solving – Approccio strutturato a problemi concreti: analisi, valutazione delle opzioni e decisione condivisa.
- Debate – Due gruppi contrapposti sviluppano capacità argomentative e di ascolto critico su temi rilevanti.
- Simulazione Aziendale – Decisioni strategiche in scenari professionali complessi, con variabili e imprevisti in tempo reale.
- Brainstorming Workshop – Generazione e selezione strutturata di idee per produrre proposte operative concrete.
- Peer Review – Valutazione reciproca dei lavori secondo criteri definiti, per sviluppare analisi e feedback costruttivo.
- World Caffè – Conversazioni strutturate in piccoli gruppi a rotazione su temi chiave, per favorire la condivisione diffusa di idee e prospettive diverse.
- Fishbowl – Un gruppo ristretto discute un tema al centro della stanza mentre gli altri osservano, promuovendo l’ascolto attivo e la riflessione critica.
1. Case Study
Il Case study porta in aula una situazione concreta da esaminare: un problema aziendale, una situazione professionale, una decisione da prendere o un episodio legato al tema del corso.
I partecipanti ricevono il caso e lavorano in gruppo per capire cosa sta succedendo, individuare gli elementi più importanti e discutere come interpretare la situazione. Il confronto finale permette di mettere a paragone le diverse letture dello stesso caso.
Obiettivo formativo: applicare le conoscenze acquisite durante il corso all’analisi di una situazione reale o verosimile, sviluppare capacità di ragionamento critico, e allenare il processo decisionale collettivo.
Modalità di svolgimento: il formatore presenta un caso collegato direttamente all’argomento del corso come un problema aziendale irrisolto, una campagna che ha mancato i propri obiettivi, una situazione organizzativa critica, una difficoltà nella gestione di un cliente.
Il caso viene distribuito in forma scritta con tutte le informazioni necessarie per l’analisi. I partecipanti vengono suddivisi in piccoli gruppi, che hanno il compito di esaminare la situazione, individuare le cause principali della criticità, valutare le opzioni disponibili e costruire una proposta di soluzione argomentata.
Al termine, ogni gruppo presenta il proprio lavoro all’aula. Il formatore facilita il confronto tra le diverse soluzioni proposte, evidenziando la coerenza metodologica e le implicazioni pratiche di ciascun approccio, senza necessariamente indicare una risposta “giusta”: in molti casi professionali, la qualità del ragionamento conta quanto l’esito.
Durata consigliata: 60-75 minuti complessivi, di cui circa 35-40 dedicati al lavoro di gruppo e il resto alla presentazione e al confronto.
Numero ideale di partecipanti: da 10 a 25, suddivisi in gruppi da tre a cinque persone. Con numeri superiori è opportuno limitare la fase di presentazione chiedendo a ciascun gruppo di esporre solo i punti salienti del proprio ragionamento.
2. Project Work
Il Project work si distingue dal case study perché non parte da una situazione da analizzare, ma da un progetto da sviluppare. I partecipanti lavorano in gruppo a partire da un brief, definiscono come affrontare il lavoro e sviluppano le diverse fasi fino ad arrivare a un risultato concreto, rispettando gli obiettivi, i vincoli e i tempi stabiliti.
Obiettivo formativo: integrare competenze diverse in un processo progettuale strutturato, sperimentare la collaborazione orientata al risultato e mettere in pratica le conoscenze acquisite durante il corso attraverso la realizzazione di un output concreto.
Modalità di svolgimento: il formatore assegna un brief chiaro e definisce l’obiettivo del progetto, i vincoli, le risorse disponibili e i criteri di valutazione. Il compito deve essere sufficientemente circoscritto da poter essere sviluppato nel tempo a disposizione.
Può trattarsi, per esempio, della progettazione di una campagna per un prodotto già definito, della costruzione di una proposta commerciale, dell’elaborazione di un piano editoriale o della progettazione di un’attività formativa per un target specifico.
I gruppi organizzano autonomamente il lavoro: distribuiscono i compiti, stabiliscono le priorità, gestiscono il tempo disponibile e arrivano a un output finale da presentare all’aula. Al termine, ogni gruppo illustra il proprio progetto e riceve un feedback dal formatore e dagli altri partecipanti.
Durata consigliata: per un project work breve svolto interamente in aula si possono prevedere circa 75-120 minuti, scegliendo un’attività con un obiettivo e un output ben delimitati.
Per progetti più complessi, come lo sviluppo di una strategia di marketing o di un piano di comunicazione completo, il lavoro può essere distribuito su più sessioni, con momenti intermedi di verifica e una presentazione finale.
Numero ideale di partecipanti: da 10 a 25, suddivisi in gruppi da quattro a sei persone. La dimensione dei gruppi può comunque essere adattata in base alla complessità del progetto e al numero complessivo dei partecipanti.
3. Role Play
Il Role play (letteralmente “gioco di ruolo”) è uno strumento formativo in cui i partecipanti interpretano personaggi o ruoli professionali all’interno di scenari simulati. È lo strumento più diretto per allenare competenze relazionali e comunicative in un ambiente protetto.
A differenza di altri esercizi, richiede ai partecipanti di agire — non solo di pensare o discutere — mettendo alla prova comportamenti concreti in situazioni simulate.
Obiettivo formativo: esercitare competenze pratiche — comunicazione, negoziazione, gestione del conflitto, conduzione di colloqui — in un contesto nel quale è possibile sbagliare, osservare le proprie reazioni e ricevere un feedback strutturato prima di applicare le stesse dinamiche nella realtà professionale.
Modalità di svolgimento: il formatore definisce uno scenario professionale realistico e assegna a ciascun partecipante un ruolo preciso con obiettivi, vincoli e un profilo psicologico sintetico.
In un corso sulla comunicazione commerciale, un partecipante può interpretare il venditore e un altro il cliente con obiezioni specifiche.
In un corso sulla leadership, i ruoli possono essere quelli del responsabile e del collaboratore in difficoltà. In un corso sulla negoziazione, possono essere presenti più parti con interessi divergenti.
La simulazione si svolge mentre il resto del gruppo osserva, preferibilmente con una griglia di osservazione strutturata fornita dal formatore. Al termine, si analizza ciò che è accaduto: cosa ha funzionato, cosa ha generato tensione, quali comportamenti alternativi avrebbero potuto produrre un risultato diverso.
Durata consigliata: 40-60 minuti per scenario, incluse la preparazione, la simulazione e il debriefing. Se si prevede la rotazione dei ruoli, calcolare il tempo di conseguenza.
Numero ideale di partecipanti: da 10 a 20. Con gruppi più numerosi, è preferibile condurre più simulazioni in parallelo con sottogruppi dedicati, evitando tempi di attesa eccessivi.
4. Problem Solving
Il Problem solving parte da un problema concreto che il gruppo deve risolvere. Se il case study porta i partecipanti a chiedersi “Che cosa sta succedendo in questa situazione e come la interpreteresti?”, nel problem solving la domanda diventa “Abbiamo questo problema: come possiamo risolverlo?”.
I partecipanti analizzano quindi il problema, ne individuano le possibili cause, propongono diverse soluzioni e le confrontano per decidere quale strada seguire. L’attività permette di esercitare il ragionamento, il confronto tra punti di vista e la capacità di prendere decisioni di fronte a una situazione da risolvere.
Obiettivo formativo: sviluppare capacità di analisi delle cause, valutazione delle opzioni disponibili e decision making condiviso, allenando il gruppo a distinguere tra sintomi e cause profonde di un problema e a prendere decisioni motivate in condizioni di complessità.
Modalità di svolgimento: il formatore presenta un problema concreto e pertinente all’ambito del corso — un’inefficienza organizzativa, un calo di performance commerciale, un conflitto irrisolto tra reparti, un progetto che ha accumulato ritardi.
I partecipanti devono affrontarlo seguendo un processo strutturato: prima identificano le possibili cause, poi elaborano più scenari di soluzione con i rispettivi pro e contro, infine convergono su una proposta condivisa, motivando la scelta con argomentazioni esplicite.
Il formatore non suggerisce soluzioni durante il lavoro: il suo ruolo è facilitare il processo, porre domande che approfondiscano l’analisi e garantire che il gruppo non salti le fasi intermedie per arrivare troppo in fretta a una conclusione.
Durata consigliata: 50-65 minuti, inclusa la fase di presentazione e confronto finale.
Numero ideale di partecipanti: da 10 a 20, con gruppi da quattro a sei persone.
5. Debate
Il Debate trasforma il confronto tra punti di vista in una disciplina metodologica. Non è una discussione libera: è un’attività strutturata in cui l’obiettivo non è esprimere la propria opinione, ma costruire e sostenere un’argomentazione solida, anche quando non si è personalmente d’accordo con la posizione assegnata.
Obiettivo formativo: sviluppare capacità argomentative, allenare l’ascolto attivo in condizioni di confronto competitivo, e acquisire la capacità di analizzare posizioni diverse dalla propria con rigore e apertura critica.
Modalità di svolgimento: il formatore propone un tema controverso ma rilevante rispetto al contenuto del corso — una scelta strategica discutibile, una politica aziendale divisiva, un approccio metodologico oggetto di dibattito nel settore.
I partecipanti vengono divisi in due gruppi e a ciascuno viene assegnata una posizione da sostenere, indipendentemente dalla propria opinione personale.
I gruppi dispongono di un tempo definito per raccogliere argomenti, organizzarli e prepararsi a rispondere alle controargomentazioni dell’altro gruppo.
Il confronto si svolge secondo regole precise: turni di intervento, tempi massimi per ciascun contributo, diritto di replica limitato.
Al termine, il formatore guida il debriefing, spostando l’attenzione dal merito della questione alla qualità del metodo argomentativo.
Durata consigliata: 60-70 minuti, di cui circa 20 di preparazione e il resto dedicati al confronto e al debriefing.
Numero ideale di partecipanti: da 10 a 20, divisi in due gruppi equilibrati per numero.
6. Simulazione Aziendale
La Simulazione aziendale è un’attività esperienziale che riproduce, in forma semplificata e controllata, alcune dinamiche decisionali di un contesto organizzativo reale.
A differenza del role playing, in cui i partecipanti interpretano un ruolo all’interno di una situazione specifica, nella simulazione aziendale devono prendere una serie di decisioni che modificano l’evoluzione dello scenario e richiedono di adattare le scelte successive.
Obiettivo formativo: far sperimentare ai partecipanti il peso delle decisioni in condizioni di incertezza, risorse limitate e pressione temporale, sviluppando capacità di pianificazione, collaborazione tra funzioni diverse e adattamento a scenari che cambiano.
Modalità di svolgimento: il formatore costruisce uno scenario professionale articolato: un’azienda che deve distribuire un budget limitato tra più aree, un team che deve rispondere a un cambiamento improvviso del mercato, un’organizzazione che deve gestire una crisi operativa. I partecipanti ricevono ruoli, risorse, vincoli e obiettivi specifici.
A ogni fase della simulazione, i gruppi devono prendere delle decisioni. In base alle scelte effettuate, il formatore introduce nuove variabili: un fornitore che viene meno, un competitor che cambia strategia, un dato di mercato che modifica le previsioni. I partecipanti devono quindi rivedere i propri piani e prendere nuove decisioni sulla base dell’evoluzione dello scenario.
Il debriefing finale permette di analizzare le scelte compiute durante la simulazione, confrontare le strategie adottate dai diversi gruppi e collegare quanto sperimentato ai concetti affrontati durante il corso.
Durata consigliata: circa 90-120 minuti per una simulazione breve svolta interamente in aula, includendo briefing, simulazione e debriefing finale. Le simulazioni più articolate possono richiedere più tempo o essere distribuite su più sessioni.
Numero ideale di partecipanti: da 10 a 25, organizzati in sottogruppi con ruoli e responsabilità differenziati.
7. Brainstorming Workshop
Il Brainstorming workshop non è una riunione informale in cui si dice la prima cosa che viene in mente. Quando è progettato correttamente, è un processo in due fasi distinte — generazione e selezione — che produce risultati concreti e misurabili, trasformando la creatività collettiva in proposte operative.
Obiettivo formativo: stimolare la produzione di idee originali sospendendo il giudizio critico nella fase generativa, per poi sviluppare capacità di valutazione e selezione nella fase analitica, arrivando a un output tangibile e utilizzabile.
Modalità di svolgimento: il formatore definisce un obiettivo preciso — individuare nuove opportunità di servizio, trovare soluzioni a un problema operativo specifico, generare idee per un progetto da sviluppare.
I partecipanti lavorano in piccoli gruppi con una regola fondamentale nella prima fase: nessuna idea viene valutata, criticata o scartata. L’obiettivo è produrre il maggior numero possibile di contributi nel tempo assegnato.
Nella seconda fase, le idee vengono organizzate per categorie, valutate secondo criteri stabiliti in anticipo — fattibilità, impatto, innovazione — e selezionate fino a identificare le tre o quattro proposte più promettenti. Ogni gruppo presenta infine le proprie selezioni all’aula, motivando le scelte effettuate.
Durata consigliata: 50-60 minuti, di cui circa 20 dedicati alla fase generativa e il resto all’organizzazione, alla selezione e alla presentazione.
Numero ideale di partecipanti: da 10 a 245 in gruppi da quattro a sei persone.
8. Peer Review
Il Peer review è un’attività in cui i partecipanti valutano il lavoro realizzato da altri membri del gruppo o da altri partecipanti al corso, utilizzando criteri stabiliti in precedenza.
Non si tratta semplicemente di dare un’opinione sul lavoro degli altri: la valutazione deve basarsi su elementi concreti e il feedback deve aiutare a individuare punti di forza e aspetti da migliorare.
Obiettivo formativo: sviluppare la capacità di analizzare un lavoro in modo critico, imparare a fornire feedback chiari e costruttivi e utilizzare i criteri di valutazione per verificare la qualità del proprio lavoro e di quello degli altri.
Modalità di svolgimento: il formatore assegna un’attività o un progetto ai partecipanti e definisce prima della revisione i criteri sui quali dovrà essere valutato.
Una volta completato il lavoro, ogni partecipante o gruppo riceve il lavoro realizzato da un altro partecipante o gruppo.
Dopo averlo analizzato, compila una scheda di valutazione o prepara un feedback strutturato, indicando gli elementi che funzionano, gli aspetti che possono essere migliorati e, quando necessario, suggerimenti concreti per la revisione.
Al termine, i partecipanti restituiscono il feedback ricevuto e possono confrontarsi sulle valutazioni. Il formatore interviene per chiarire eventuali differenze di valutazione e riportare l’attenzione sui criteri utilizzati, evitando che il confronto si trasformi in una semplice espressione di opinioni personali.
Durata consigliata: circa 45-60 minuti per un’attività di peer review breve, comprendendo la lettura o l’analisi del lavoro, la compilazione del feedback e il confronto finale. Per elaborati più complessi può essere necessario prevedere più sessioni.
Numero ideale di partecipanti: da 8 a 24, organizzati individualmente oppure in piccoli gruppi, in base al tipo di elaborato da valutare.
9. World Café
Il World Café è una metodologia di confronto che permette ai partecipanti di discutere un tema attraverso più conversazioni in piccoli gruppi. A differenza di una discussione tradizionale, i partecipanti cambiano tavolo durante l’attività, portando con sé le idee emerse nelle conversazioni precedenti e contribuendo così a costruire una riflessione collettiva.
Obiettivo formativo: favorire il confronto tra punti di vista diversi, stimolare l’ascolto e la partecipazione di tutti e sviluppare nuove idee attraverso la condivisione progressiva delle esperienze e delle conoscenze dei partecipanti.
Modalità di svolgimento: il formatore prepara alcuni tavoli, ciascuno dedicato a una domanda o a un aspetto specifico del tema affrontato durante il corso. I partecipanti vengono suddivisi in piccoli gruppi e iniziano a discutere al proprio tavolo, annotando le idee e i punti principali emersi.
Dopo un primo periodo di conversazione, i partecipanti cambiano tavolo e si uniscono a un nuovo gruppo. Una persona può rimanere al tavolo come “host” per raccontare ai nuovi arrivati ciò che è emerso nella conversazione precedente.
Il nuovo gruppo riprende quindi il tema, aggiunge nuovi punti di vista e sviluppa le idee già emerse. I turni possono continuare fino a quando i partecipanti hanno avuto modo di confrontarsi su più temi.
Al termine, il gruppo si riunisce in plenaria per raccogliere e mettere in comune le idee emerse dai diversi tavoli. Il formatore facilita la sintesi, evidenziando collegamenti, elementi ricorrenti e punti di vista differenti.
Durata consigliata: circa 60-90 minuti, in base al numero di tavoli e alla durata dei singoli turni di conversazione. È possibile organizzare, per esempio, tre turni di circa 15-20 minuti più il tempo necessario per l’introduzione e la sintesi finale.
Numero ideale di partecipanti: da 10 a 30, organizzati in piccoli gruppi distribuiti sui diversi tavoli.
10. Fishbowl
Il Fishbowl è un’attività di discussione strutturata in cui un piccolo gruppo di partecipanti conversa su un tema mentre gli altri osservano. La particolarità dell’esercizio è proprio questa alternanza tra chi partecipa direttamente alla discussione e chi ascolta e osserva dall’esterno. I ruoli possono poi essere scambiati durante l’attività, permettendo a più persone di intervenire.
Obiettivo formativo: sviluppare la capacità di ascoltare e intervenire in una discussione, osservare le dinamiche di gruppo, argomentare il proprio punto di vista e confrontarsi con opinioni diverse. È particolarmente utile quando si vuole lavorare sulla comunicazione e sulla capacità di partecipare a una discussione in modo consapevole.
Modalità di svolgimento: il formatore propone un tema, una situazione o una questione collegata all’argomento del corso e organizza i partecipanti in due gruppi: un piccolo gruppo si dispone al centro e inizia la discussione, mentre gli altri partecipanti si posizionano all’esterno e osservano senza intervenire.
Dopo un primo periodo di confronto, alcuni partecipanti possono lasciare il gruppo centrale e lasciare spazio ad altri, permettendo così la rotazione dei ruoli.
Il formatore può stabilire alcune regole per mantenere la discussione focalizzata sul tema e, al termine, guidare un confronto finale su quanto emerso, anche a partire da ciò che i partecipanti hanno osservato durante l’attività.
Durata consigliata: circa 45-60 minuti, comprendendo la presentazione dell’attività, uno o più turni di discussione e il confronto finale. La durata può essere adattata in base al numero dei partecipanti e alla complessità del tema.
Numero ideale di partecipanti: da 10 a 25, con un piccolo gruppo impegnato nella discussione centrale e gli altri partecipanti nel ruolo di osservatori.
Aule per corsi e attività di gruppo a Milano: Spazio Macchi
Le attività di gruppo funzionano quando l’aula permette davvero di lavorare insieme. Per questo, oltre ai contenuti e al metodo scelto, è importante avere uno spazio che possa adattarsi al tipo di attività.
A Milano, Spazio Macchi mette a disposizione spazi dedicati a corsi di formazione, workshop, meeting e attività professionali, con aule che possono essere organizzate in configurazioni diverse in base alle esigenze del corso. Gli spazi possono ospitare da 8 a 30 partecipanti e, collegando due aule, è possibile arrivare fino a 40 persone.
Le sale sono attrezzate per la formazione in presenza e ibrida e possono contare su strumenti come Wi-Fi, schermo o proiettore, computer per il relatore e, a seconda dell’aula, webcam, microfoni e impianto audio. La sede si trova inoltre a pochi minuti a piedi dalla Stazione Centrale di Milano, rendendola facilmente raggiungibile anche per chi arriva da fuori città.
Se quindi stai organizzando un corso per adulti e vuoi inserire attività pratiche, esercitazioni e momenti di confronto, puoi scegliere la configurazione più adatta tra gli spazi disponibili di Spazio Macchi.
Attività di gruppo per adulti: dalla teoria alla pratica
Le attività di gruppo nei corsi di formazione permettono di trasformare una lezione in un momento di confronto e di lavoro concreto.
Case Study, Project Work, Role Play, simulazioni, Peer Review e le altre proposte viste in questo articolo possono essere utilizzate in base agli obiettivi del corso, al numero dei partecipanti e al tipo di competenze che si vogliono sviluppare.
Non esiste quindi un’attività valida per ogni situazione: la scelta dipende da ciò che si vuole far fare ai partecipanti e dal risultato che si vuole ottenere. In una formazione professionale ben progettata, alternare spiegazione, confronto ed esercitazione aiuta a rendere il tempo trascorso in aula più attivo e permette di lavorare sui contenuti attraverso situazioni concrete.

