I 10 lavori più richiesti (e pagati) nei prossimi 5 anni
I lavori più richiesti e pagati dal 2026 al 2030
Il mercato del lavoro sta attraversando una trasformazione senza precedenti. La “rivoluzione silenziosa” guidata dall’Intelligenza Artificiale, dalla transizione ecologica e dai nuovi bisogni demografici sta ridisegnando completamente la mappa delle professioni. Non si tratta più solo di trovare lavoro, ma di capire dove si sta dirigendo il mondo per intercettare le opportunità prima che diventino mainstream.
Secondo il recente Future of Jobs Report del World Economic Forum, – Qui trovi il Pdf completo entro il 2030 verranno creati milioni di nuovi posti di lavoro, mentre altri diventeranno obsoleti. Per chi cerca una crescita professionale, un cambio carriera o per gli enti di formazione che devono pianificare i prossimi corsi, la domanda cruciale è: su quali competenze puntare oggi per garantirsi un futuro solido domani?
In questa guida analizziamo i 10 lavori più richiesti e meglio retribuiti dei prossimi 5 anni, offrendo una bussola per orientarsi tra reskilling e upskilling.
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- I settori in crescita che non conoscono crisi: dove investire il proprio talento
- Top 10 Professioni del Futuro (2025-2030)
- 1. AI Specialist & Machine Learning Engineer
- 2. Cybersecurity Analyst
- 3. Sustainability Manager (Green Jobs)
- 4. Data Analyst & Scientist
- 5. Specialista in Digital Transformation
- 6. Infermiere specializzato e Tecnico Sanitario
- 7. E-commerce Manager
- 8. Cloud Architect
- 9. Ingegnere delle Energie Rinnovabili (Renewable Energy Engineer)
- 10. Talent Acquisition Specialist
- Tabella Comparativa: Stipendi e Trend
- FAQ – Le domande sul futuro dei lavoratori (2025-2030)
I settori in crescita che non conoscono crisi: dove investire il proprio talento
Prima di entrare nel dettaglio delle singole professioni, è fondamentale comprendere i macro-trend che stanno plasmando il mercato del lavoro. La scelta di una carriera non riguarda solo il ruolo, ma anche l’inserimento in un settore in piena espansione. Ecco dove si concentrano le opportunità più promettenti:
- Tech & AI: L’intelligenza artificiale e l’automazione stanno ridefinendo interi settori. Lungi dal sostituire completamente l’uomo, queste tecnologie creano la necessità di nuove figure professionali altamente specializzate, capaci di progettare, gestire e ottimizzare i sistemi intelligenti. Parliamo di sviluppatori di AI, machine learning engineer, data scientist e specialisti di automazione dei processi.
- Green Economy e Sostenibilità: La transizione ecologica è una delle sfide più importanti del nostro tempo, ma anche una straordinaria fucina di opportunità lavorative. La sostenibilità non è più un optional, ma un obbligo normativo e un fattore strategico per le aziende che vogliono rimanere competitive. Ciò alimenta la domanda per figure come manager dell’energia, specialisti di economia circolare, ingegneri ambientali e consulenti per la certificazione ESG (Environmental, Social, and Governance).
- Cyber Security: In un mondo sempre più digitalizzato, i dati sono diventati l’asset più prezioso per le aziende (e il più vulnerabile). Proteggerli da attacchi informatici, furti e violazioni della privacy è una priorità assoluta. Di conseguenza, il settore della sicurezza informatica è in continua crescita, con una forte richiesta di analisti di sicurezza, ethical hacker e consulenti per la protezione dei dati.
- Sanità, Benessere e Care Economy: L’invecchiamento della popolazione e una maggiore attenzione al benessere fisico e mentale stanno spingendo la domanda di professionisti nel settore della salute. Non si tratta solo di medici e infermieri, ma anche di nuove figure specializzate in telemedicina, assistenza agli anziani, fisioterapia, supporto psicologico e gestione di strutture sanitarie innovative e digitalizzate.
Top 10 Professioni del Futuro (2025-2030)
Di seguito, l’analisi delle 10 figure professionali che domineranno il mercato, selezionate per il miglior rapporto tra crescita della domanda e potenziale salariale.
1. AI Specialist & Machine Learning Engineer
Questa è senza dubbio la professione simbolo del decennio e il motore della quarta rivoluzione industriale. Non si tratta più solo di una nicchia tecnologica: oggi le aziende di ogni settore cercano disperatamente esperti in grado non solo di sviluppare modelli di intelligenza artificiale, ma soprattutto di integrarli strategicamente nei processi aziendali per automatizzare i flussi di lavoro, prevedere i trend di mercato e aumentare l’efficienza operativa.
- Perché è richiesto: L’adozione dell’IA è diventata trasversale e indispensabile. Dalla personalizzazione delle campagne di marketing all’ottimizzazione degli algoritmi finanziari, fino alla manutenzione predittiva nell’industria 4.0, ogni settore necessita di queste competenze per rimanere competitivo.
- Che cosa fa: Progetta, costruisce ed integra algoritmi avanzati e modelli statistici capaci di apprendere dai dati, riconoscere pattern complessi e prendere decisioni autonome o fornire insight predittivi.
- Formazione necessaria: Una solida base in matematica, statistica e informatica è fondamentale. È richiesta la padronanza di linguaggi di programmazione come Python e R, oltre alla conoscenza profonda degli algoritmi di Machine Learning, Deep Learning e del Natural Language Processing (NLP).
- Upskilling e Certificazioni: Il settore evolve a velocità incredibile. È necessario un aggiornamento continuo su framework specifici come TensorFlow, PyTorch o Keras, e l’ottenimento di certificazioni cloud specializzate (come AWS Certified Machine Learning, Google Cloud AI o Microsoft Azure AI Engineer).
2. Cybersecurity Analyst
In un mondo sempre più interconnesso, la digitalizzazione espone le aziende a minacce informatiche sofisticate e in continua evoluzione. L’aumento esponenziale degli attacchi informatici ha reso la sicurezza dei dati non solo una priorità tecnica, ma una questione strategica di sopravvivenza e reputazione aziendale.
- Perché è richiesto: Qualsiasi organizzazione che gestisce dati digitali, dai piccoli e-commerce alle multinazionali, è un potenziale bersaglio di cybercriminali. La crescente dipendenza da cloud, IoT e lavoro da remoto ha ampliato la superficie d’attacco, rendendo la figura del Cybersecurity Analyst indispensabile per prevenire perdite economiche, furti di proprietà intellettuale e danni alla fiducia dei clienti. La carenza di professionisti qualificati in questo campo è un problema globale e cronico, che garantisce un’elevata domanda sul mercato del lavoro.
- Che cosa fa: Il Cybersecurity Analyst è la prima linea di difesa di un’azienda contro le minacce digitali. Le sue responsabilità includono il monitoraggio costante delle infrastrutture IT e delle reti per rilevare attività sospette o anomalie, l’analisi delle vulnerabilità attraverso penetration test e vulnerability assessment, e la gestione degli incidenti di sicurezza (incident response). In caso di violazione, interviene per contenere il danno, eradicare la minaccia e ripristinare i sistemi. Inoltre, progetta e implementa soluzioni di sicurezza come firewall, sistemi di rilevamento delle intrusioni (IDS/IPS) e protocolli di crittografia, oltre a contribuire alla formazione dei dipendenti sulle best practice di sicurezza.
- Formazione necessaria: Il percorso formativo ideale include una laurea in Informatica, Ingegneria Informatica o discipline affini, con una specializzazione in sicurezza informatica. Sono fondamentali competenze solide in materia di networking, sistemi operativi (Linux, Windows), crittografia e architetture di sicurezza. Corsi intensivi e boot camp focalizzati sulla sicurezza delle reti e sull’Ethical Hacking sono un’ottima integrazione.
- Reskilling e Certificazioni: Questa professione è un’evoluzione naturale per chi ha esperienza come amministratore di sistema, network administrator o tecnico del supporto IT. Per formalizzare e approfondire le competenze, sono cruciali certificazioni riconosciute a livello internazionale come CompTIA Security+, Certified Ethical Hacker (CEH), CISSP (Certified Information Systems Security Professional) o certificazioni specifiche su piattaforme di sicurezza (es. Palo Alto, Fortinet).
3. Sustainability Manager (Green Jobs)
È la figura strategica incaricata di guidare le aziende verso la transizione ecologica, integrando i criteri ESG (Environmental, Social, Governance) nel core business e assicurando che la crescita economica sia in armonia con il rispetto dell’ambiente e della società.
- Perché è richiesto: La pressione normativa, in particolare quella europea (come la direttiva CSRD), impone alle imprese bilanci di sostenibilità sempre più rigorosi e trasparenti. Oltre alla conformità legale, le aziende cercano Sustainability Manager per migliorare la propria reputazione, attrarre investitori responsabili e ottimizzare l’efficienza energetica e operativa.
- Che cosa fa: Definisce e implementa strategie a lungo termine per ridurre l’impatto ambientale dell’organizzazione. Si occupa della redazione del Report di Sostenibilità, gestisce la transizione verso l’economia circolare, monitora l’etica della catena di fornitura e coordina i progetti di responsabilità sociale d’impresa. Agisce come un ponte tra i diversi dipartimenti aziendali per promuovere una cultura della responsabilità.
- Formazione necessaria: Il percorso ideale prevede una laurea in Scienze Ambientali, Ingegneria Gestionale o Economia, seguita da Master specialistici in gestione ambientale, economia circolare e normative ESG. Sono fondamentali competenze multidisciplinari che spaziano dal diritto ambientale alla finanza sostenibile.
- Reskilling e Certificazioni: Questa carriera è un’ottima evoluzione per professionisti del Risk Management, della logistica o del controllo di gestione. Certificazioni riconosciute come quelle rilasciate da GRI (Global Reporting Initiative) o specializzazioni in carbon footprinting sono estremamente apprezzate.
- Luogo di formazione: Spesso questi percorsi richiedono workshop pratici, tavoli di lavoro collaborativi e aule attrezzate per simulazioni di scenari e analisi dati.
4. Data Analyst & Scientist
I dati sono il nuovo petrolio, ma sono inutili se nessuno sa come raffinarli e interpretarli. Il Data Analyst e il Data Scientist sono le figure chiave che trasformano numeri grezzi e insiemi di dati complessi in strategie di business concrete e vincenti.
- Perché sono richiesti: In un mercato competitivo, le decisioni aziendali non possono più basarsi su semplici intuizioni. Le strategie “data-driven” (guidate dai dati) sono diventate uno standard per ottimizzare i processi, comprendere i clienti e anticipare le tendenze di mercato. Queste figure professionali sono essenziali per trasformare i dati in un vantaggio competitivo.
- Formazione necessaria: Il percorso formativo ideale include una laurea in Statistica, Matematica, Informatica, Ingegneria o Economia. Sono indispensabili competenze tecniche solide in linguaggi di programmazione come Python o R, una profonda conoscenza di SQL per interrogare i database e la padronanza di strumenti di visualizzazione dati come Tableau o PowerBI. Per i Data Scientist, si aggiungono competenze avanzate in machine learning e algoritmi predittivi.
- Reskilling e Certificazioni: Professionisti provenienti da settori come il marketing, la finanza o la business intelligence possono riqualificarsi con successo in questo campo. Certificazioni specifiche su piattaforme cloud (es. AWS, Google Cloud, Azure) o su strumenti di analisi e machine learning sono molto richieste e possono accelerare la transizione di carriera.
- Che cosa fanno: Il Data Analyst raccoglie e analizza grandi volumi di dati per estrarre informazioni e trend significativi. Il suo compito è tradurre statistiche complesse in report, dashboard e visualizzazioni chiare e comprensibili, che permettono al management di prendere decisioni informate e basate su fatti oggettivi. Il Data Scientist va oltre, utilizzando i dati per costruire modelli predittivi e algoritmi di machine learning per risolvere problemi aziendali complessi, come prevedere il comportamento dei clienti o ottimizzare la logistica.
5. Specialista in Digital Transformation
Non basta acquistare software o implementare nuove tecnologie: è fondamentale avere una figura professionale che sia in grado di ripensare e ridisegnare i processi aziendali in un’ottica completamente digitale.
- Perché è richiesto: Le PMI italiane, per rimanere competitive sul mercato, devono abbracciare la digitalizzazione. La trasformazione digitale non è solo un’opportunità, ma una necessità per ottimizzare i processi, ridurre i costi e migliorare l’efficienza.
- Formazione necessaria: Per diventare uno Specialista in Digital Transformation, è essenziale avere competenze trasversali che spaziano dal Project Management e le Agile methodologies al Change Management. È utile anche una solida conoscenza di tecnologie innovative come il cloud computing, l’analisi dei dati e l’automazione dei processi.
- Che cosa fa: Lo Specialista in Digital Transformation è una figura chiave per aiutare le aziende a passare dai modelli analogici tradizionali a quelli digitali. Questo professionista analizza i processi esistenti per individuare punti deboli e aree di miglioramento, ridisegnando i flussi di lavoro con l’introduzione di soluzioni tecnologiche innovative. Si occupa di implementare strumenti digitali come CRM, ERP e piattaforme collaborative, con l’obiettivo di ottimizzare le operazioni aziendali. Inoltre, forma e supporta il personale nell’uso delle nuove tecnologie, assicurandosi che il cambiamento venga accettato e integrato con successo. Collaborando con i diversi reparti aziendali, si assicura che la trasformazione digitale sia sempre in linea con gli obiettivi strategici dell’impresa.
6. Infermiere specializzato e Tecnico Sanitario
Queste figure rappresentano il cuore pulsante del sistema sanitario e sono fondamentali nell’accompagnare i pazienti durante le fasi più delicate della loro vita. L’empatia, l’ascolto e la capacità di costruire un rapporto di fiducia costituiscono ancora oggi il valore aggiunto principale di chi lavora in corsia oppure a domicilio.
- Perché è richiesto: L’invecchiamento della popolazione e l’aumento delle patologie croniche rendono la presenza di personale ben formato ancora più essenziale. Inoltre, la carenza di infermieri e tecnici sanitari specializzati è una delle criticità più sentite nel nostro paese.
- Formazione necessaria: Si parte da una laurea in professioni sanitarie (come Infermieristica, Fisioterapia, Tecniche di Radiologia), cui è possibile aggiungere specializzazioni post-laurea, master o corsi di perfezionamento nelle aree dell’assistenza avanzata, gestione e organizzazione dei servizi sanitari, supporto al paziente fragile e tecniche di comunicazione e relazione d’aiuto.
- Che cosa fa: L’infermiere e il tecnico sanitario svolgono un ruolo centrale nell’assistenza, nella prevenzione e nell’educazione sanitaria. Offrono supporto pratico e psicologico, monitorano le condizioni dei pazienti, gestiscono le terapie e sono spesso il primo punto di riferimento sia per il malato che per la famiglia. La loro presenza umana permette di affrontare la malattia non solo dal punto di vista clinico, ma soprattutto da quello della dignità e del benessere complessivo della persona.
7. E-commerce Manager
Il commercio online continua a guadagnare terreno sul retail fisico, rendendo indispensabili figure professionali esperte nella gestione di piattaforme digitali, logistica e strategia di vendita online.
- Perché è richiesto: Dato che sempre più aziende integrano i canali di vendita fisici e digitali, cercano professionisti in grado di garantire una gestione fluida e coerente dell’esperienza d’acquisto del cliente. L’e-commerce manager è cruciale per mantenere competitività in un mercato sempre più digitale.
- Formazione necessaria: Una solida preparazione in digital marketing, logistica, UX design e gestione di piattaforme e-commerce come Shopify, Magento, WooCommerce o Prestashop. È utile anche una conoscenza dei sistemi di analisi dati e CRM per comprendere e anticipare il comportamento degli utenti.
- Che cosa fa: L’e-commerce manager gestisce a 360 gradi il negozio online di un brand. Si occupa del posizionamento e della presentazione dei prodotti sul sito web, dello sviluppo e dell’implementazione di strategie commerciali per incrementare le vendite, dell’analisi del comportamento d’acquisto degli utenti per ottimizzare l’esperienza cliente (CX) e della pianificazione di campagne promozionali. Inoltre, coordina le attività tra il team marketing e il reparto logistico, assicurandosi che gli ordini vengano evasi in modo rapido ed efficiente e che la catena di approvvigionamento funzioni senza intoppi.
- Competenze trasversali richieste: Capacità analitiche, problem-solving, gestione di team, attenzione ai dettagli e sensibilità verso le dinamiche di mercato. Essere sempre aggiornati sulle evoluzioni tecnologiche e sui trend del settore è un requisito fondamentale per avere successo in questo ruolo.
8. Cloud Architect
Sempre più aziende stanno migrando i propri server e le proprie infrastrutture IT “sulla nuvola”, ovvero su piattaforme cloud. Il Cloud Architect è la figura professionale che progetta queste complesse architetture digitali, detenendo di fatto le chiavi dell’intera operatività aziendale.
- Perché è richiesto: La flessibilità, la scalabilità e la riduzione dei costi offerte dal cloud sono diventate essenziali per qualsiasi business moderno che voglia rimanere competitivo.
- Formazione necessaria: Solitamente si richiedono una laurea in informatica o ingegneria informatica e certificazioni specifiche come AWS Certified Solutions Architect, Google Professional Cloud Architect o Microsoft Certified: Azure Solutions Architect Expert.
- Che cosa fa: Il Cloud Architect progetta, sviluppa e gestisce l’architettura dei sistemi informatici basati su cloud. Questo include la scelta della piattaforma più adatta, la progettazione di infrastrutture scalabili, sicure e resilienti per archiviare dati, eseguire applicazioni e gestire servizi, eliminando la necessità di costosi server fisici locali. Si occupa anche di ottimizzare i costi e garantire che la soluzione cloud sia allineata agli obiettivi di business dell’azienda.
9. Ingegnere delle Energie Rinnovabili (Renewable Energy Engineer)
Progettare, sviluppare e mantenere impianti eolici, solari e a idrogeno è il cuore pulsante della rivoluzione energetica e della transizione verso un futuro sostenibile.
- Perché è richiesto: Gli investimenti globali nelle energie rinnovabili stanno superando quelli nei combustibili fossili, spinti dall’urgenza di ridurre le emissioni di carbonio e di adottare tecnologie più pulite. La domanda di esperti in grado di progettare sistemi energetici innovativi è in costante aumento.
- Formazione necessaria: Laurea in ingegneria energetica, ingegneria ambientale o tecnica degli impianti, con competenze specifiche in energie rinnovabili, sistemi di conversione energetica e gestione dell’energia.
- Che cosa fa: Progetta, sviluppa e ottimizza impianti per la produzione di energia da fonti rinnovabili come sole, vento e acqua. Si occupa di analisi di fattibilità tecnica e ambientale, supervisione della realizzazione e installazione degli impianti, e gestione della manutenzione per garantirne l’efficacia a lungo termine. Inoltre, partecipa alla ricerca e sviluppo di soluzioni nuove per migliorare l’efficienza energetica e integrare le tecnologie rinnovabili nei sistemi esistenti.
10. Talent Acquisition Specialist
In un mercato del lavoro sempre più competitivo e caratterizzato dalla scarsità di talenti, la figura del Talent Acquisition Specialist è diventata cruciale. Questi professionisti non sono più semplici recruiter, ma veri e propri partner strategici che costruiscono il futuro dell’azienda, trovando e attirando le persone giuste.
- Perché è richiesto: Il crescente skill mismatch (il divario tra le competenze richieste dalle aziende e quelle disponibili sul mercato) rende la ricerca di candidati qualificati estremamente complessa. Le aziende hanno bisogno di esperti che sappiano navigare questo scenario e creare un vantaggio competitivo attraverso le persone.
- Formazione necessaria: Un background in Psicologia del Lavoro, Risorse Umane (HR Management) o discipline affini è ideale. Sono fondamentali anche competenze pratiche in social recruiting (in particolare con strumenti come LinkedIn Recruiter), tecniche di sourcing avanzate e marketing per l’Employer Branding.
- Che cosa fa: Il suo ruolo va oltre la semplice selezione. Un Talent Acquisition Specialist progetta e implementa strategie per individuare i migliori profili, utilizzando tecniche di scouting proattivo e head hunting. Lavora sull’Employer Branding per posizionare l’azienda come un luogo di lavoro desiderabile, gestisce l’intero ciclo di selezione (dall’intervista all’offerta) e si occupa dell’onboarding per garantire un inserimento efficace dei nuovi talenti.
Tabella Comparativa: Stipendi e Trend
| Professione | Trend di crescita (5 anni) | Stipendio medio junior (RAL) | Stipendio medio senior (RAL) |
|---|---|---|---|
| AI Specialist | Molto Alto (+35%) | € 35.000 | € 70.000+ |
| Cybersecurity Analyst | Alto (+30%) | € 32.000 | € 65.000 |
| Sustainability Manager | Alto (+28%) | € 30.000 | € 60.000 |
| Data Scientist | Alto (+25%) | € 33.000 | € 55.000+ |
| Cloud Architect | Stabile/Alto (+20%) | € 38.000 | € 75.000 |
| E-commerce Manager | Stabile (+15%) | € 28.000 | € 50.000 |
| Dati stimati basati su medie di mercato italiane ed europee – Fonte: elaborazione su dati LinkedIn e report di settore | |||

La formazione: il ponte tra te e il tuo futuro
Leggere questa lista non basta. Il divario tra chi sa quali sono i lavori del futuro e chi ottiene quei lavori è colmato da una sola cosa: la formazione.
Il concetto di “posto fisso” statico è morto. Oggi vige la regola del Long Life Learning (apprendimento continuo). Che tu debba fare Reskilling (imparare un mestiere da zero) o Upskilling (aggiornare le tue competenze attuali), la scelta del corso e dell’ambiente di apprendimento è determinante.
Perché Milano è l’hub della formazione professionale
Milano si conferma la capitale economica e formativa d’Italia. È qui che le tendenze globali atterrano per prime ed è qui che si concentrano le migliori accademie e i corsi più innovativi.
Per enti formativi e docenti, avere uno spazio adeguato dove trasferire queste competenze è essenziale. Spazio Macchi si posiziona proprio al centro di questa dinamica. Situato strategicamente vicino alla Stazione Centrale di Milano, offre l’infrastruttura ideale dove la formazione prende vita:
- Aule Ibride: Per corsi che uniscono presenza fisica e streaming, essenziali per docenti internazionali.
- Connettività Totale: Fibra ad alta velocità per gestire laboratori di Cloud Computing o Data Analysis senza interruzioni.
- Networking: Un ambiente professionale dove studenti e formatori possono incontrarsi, creando quelle connessioni umane che spesso portano alle prime opportunità lavorative.
Prepararsi oggi per il mercato di domani
Il mercato del lavoro dei prossimi 5 anni premierà chi è flessibile, tecnologico e specializzato. Le opportunità nella Green Economy, nell’IA e nella Cyber Security sono enormi, ma richiedono preparazione.
Non aspettare che il cambiamento ti travolga. Investi nella tua formazione, scegli i corsi giusti e cerca ambienti stimolanti che favoriscano l’apprendimento. Se sei un formatore, ricorda che la qualità del tuo corso dipende anche dal luogo in cui lo eroghi: un ambiente professionale come Spazio Macchi può fare la differenza nell’esperienza dei tuoi studenti.
Il futuro appartiene a chi si forma. Inizia ora.
FAQ – Le domande sul futuro dei lavoratori (2025-2030)
Qual è l’impatto della trasformazione dei lavori e delle competenze nei prossimi anni?
La trasformazione avrà un impatto significativo su aziende, governi e lavoratori in tutto il mondo. L’adozione di nuove tecnologie, le sfide economiche e le nuove strategie di gestione rendono lo scenario lavorativo più complesso, ma il bilancio complessivo delle nuove opportunità rimane positivo. Emergeranno milioni di nuovi ruoli e molti altri si evolveranno, soprattutto per chi saprà adattarsi.
Perché sono così importanti reskilling e upskilling oggi?
La formazione continua (reskilling e upskilling) è la chiave per affrontare il rapido cambiamento del mercato del lavoro. In un contesto in cui molte competenze diventano obsolete, aggiornare o acquisire nuove competenze consente a lavoratori e imprese di essere competitivi, favorendo la crescita personale e la sicurezza occupazionale.
Quali strategie adottare per gestire le trasformazioni e le “disruption” nel mondo del lavoro?
Le aziende e le istituzioni stanno diventando più consapevoli della necessità di fare formazione e attuare politiche di assunzione basate sulle competenze. È fondamentale promuovere la diversità, l’equità e l’inclusione, puntando su percorsi personalizzati, riqualificazione, mobilità interna e un maggiore coinvolgimento tra tutte le parti: imprese, governi, formatori e lavoratori stessi.
Cosa possono fare concretamente lavoratori e aziende per prepararsi?
Lavoratori e datori di lavoro dovrebbero adottare un approccio proattivo: monitorare i cambiamenti del mercato, investire su nuove competenze e sfruttare soluzioni innovative. I lavoratori devono cercare occasioni di riqualificazione, mentre le aziende possono sostenere la crescita tramite programmi dedicati a reskilling, mentoring e collaborazione con enti formativi.
Qual è il ruolo della formazione e dell’educazione nel nuovo scenario lavorativo?
Formazione e aggiornamento continuo sono la base su cui costruire una forza lavoro pronta per il futuro. È grazie a investimenti lungimiranti in istruzione, corsi tecnologicamente avanzati, e partnership tra pubblico e privato che sarà possibile affrontare le sfide della trasformazione e mantenersi competitivi.
Come si può ridurre il gap di competenze nei prossimi anni?
Secondo il Future of Jobs Report, il gap di competenze rimane il principale ostacolo alla trasformazione. La soluzione passa dall’impegno condiviso di aziende, governi e lavoratori nella promozione di transizioni occupazionali dinamiche, nella diffusione di percorsi formativi aggiornati e nella scelta consapevole di politiche di assunzione basate sulle reali capacità.
